Come inviare un manoscritto a una casa editrice o a un'agenzia letteraria

Inviare un manoscritto significa mandare il romanzo finito, o una parte, a chi può pubblicarlo: una casa editrice, un'agenzia letteraria che lo proponga agli editori o la giuria di un concorso. Ognuno chiede cose diverse, e la prima cosa che viene valutata è se l'invio rispetta le istruzioni.

In questo articolo vediamo come ricevono i manoscritti alcune case editrici italiane, che cosa mandare a un'agenzia, come distinguere un editore tradizionale da uno a pagamento e quale formato usare quando nessuno lo indica. In fondo c'è una lista per controllare tutto prima di premere «Invia».

In breve

Casa editrice Agenzia letteraria Concorso
Che cosa si manda Di solito sinossi, breve presentazione ed estratto; a volte il manoscritto intero Lettera di presentazione, sinossi, primi capitoli Il testo completo, nel formato del bando
Come Modulo online o e-mail, spesso solo in certi mesi E-mail o modulo Come dice il bando
Risposta Spesso solo in caso di interesse; dopo alcuni mesi senza notizie, la proposta è da considerarsi respinta Varia da agenzia ad agenzia Alla proclamazione dei vincitori
Soldi Un editore tradizionale non chiede soldi all'autore Un'agenzia seria non chiede una quota per leggere Alcuni concorsi hanno una quota di iscrizione, scritta nel bando

Prima di inviare

Mandi il romanzo finito e rivisto, non una bozza. Le case editrici ricevono ogni giorno molti più testi di quanti possano leggere con calma, e chi legge decide nelle prime pagine.

Tre cose da avere pronte:

  • La lunghezza in battute. Gli editori italiani ragionano in battute e cartelle, non in pagine. Se ha dubbi su come contarle, li trova in Cartella editoriale: quante battute sono.
  • Una sinossi. È la trama completa, finale compreso, in una o due cartelle. Non è la quarta di copertina: chi la legge deve sapere come finisce il romanzo. Come scriverla, con un modello, è spiegato in Sinossi: cos'è e come scriverla.
  • Una breve presentazione di sé. Poche righe: pubblicazioni, premi o competenze legate al romanzo. Se non ce ne sono, bastano due frasi su chi è.

Inviare il manoscritto a una casa editrice

Ogni casa editrice ha il suo sistema, e il modo per conoscerlo è cercare sul suo sito una pagina come «Invio manoscritti» o «Pubblica con noi». Tre esempi mostrano quanto possono essere diversi:

  • Edizioni E/O accetta proposte solo in un mese stabilito (l'ultimo indicato è ottobre 2026), tramite un link che compare sulla pagina in quel periodo. Chiede una sinossi di una cartella al massimo (2.000 battute), un estratto di non più di 30 cartelle scelto dall'autore e cinque righe sul perché ha scelto proprio E/O, in PDF o Word. Se dopo sei mesi non arriva risposta, la proposta è da considerarsi respinta.
  • Fazi Editore riceve i manoscritti solo a gennaio-febbraio e a luglio-agosto, tramite un modulo, con una breve presentazione dell'autore, una sinossi e le prime 30 pagine. Non considera più i manoscritti cartacei e risponde, entro sei mesi, solo a quelli che le interessano.
  • Giunti riceve i manoscritti in PDF sotto i 5 MB tramite un modulo online. Risponde solo in caso di interesse, chiede di non sollecitare e di non inviare la stessa proposta nei dodici mesi successivi.

Che cosa si ripete quasi ovunque:

  • Scegliere bene l'editore. Guardi il catalogo prima di inviare: E/O, per esempio, scrive che non pubblica, salvo eccezioni, racconti, poesia e saggistica.
  • Rispettare periodi e canali. Un testo mandato fuori dal periodo indicato o per un'altra via, spesso, non viene letto.
  • Aspettare senza sollecitare. Le case editrici chiedono di non telefonare e di non scrivere per sapere a che punto è la valutazione.

Molti grandi gruppi non indicano sul sito un canale per i manoscritti non richiesti: lì i testi arrivano soprattutto attraverso gli agenti letterari. Esistono elenchi di case editrici che accettano manoscritti, ma cambiano spesso: controlli sempre le condizioni sul sito dell'editore.

Editoria a pagamento: come riconoscerla

In Italia si parla di EAP, editoria a pagamento, per gli editori che chiedono all'autore un contributo per pubblicare: una somma per le spese, l'acquisto di un certo numero di copie o servizi obbligatori a pagamento. Un editore tradizionale fa il contrario: si assume i costi e paga all'autore i diritti.

Segnali da guardare prima di firmare:

  • il contratto chiede all'autore una somma o l'acquisto di copie;
  • la proposta arriva molto in fretta, con grandi complimenti, per qualunque testo;
  • l'editing, la copertina o la promozione sono servizi a pagamento obbligatori per uscire;
  • sul sito non si capisce come vengono distribuiti i libri nelle librerie.

Pagare dei servizi editoriali non è illegale. Nell'autopubblicazione, su piattaforme come Youcanprint o Amazon KDP, è l'autore a decidere se e quali servizi pagare, e i diritti restano suoi. Il problema è non sapere quale modello si ha davanti. Lo stesso vale per i concorsi: alcuni chiedono una quota di iscrizione, ed è scritto nel bando.

Inviare la proposta a un'agenzia letteraria

Un'agenzia letteraria legge i manoscritti, sceglie quelli in cui crede, li prepara con l'autore e li propone agli editori adatti; quando arriva un'offerta, tratta il contratto. Per i grandi gruppi editoriali è spesso la strada principale.

Un'agenzia guadagna con una percentuale su ciò che l'autore riceve dall'editore, anticipi e diritti. Diverse agenzie italiane offrono anche servizi a pagamento, come la scheda di valutazione o l'editing. Secondo l'Agenzia Letteraria Italia, un'agenzia seria non chiede una quota per leggere il manoscritto né un'iscrizione, e non fa di un editing a pagamento la condizione per rappresentare l'autore: se offre servizi a pagamento, devono essere separati e facoltativi.

Di solito si manda:

  1. La lettera di presentazione. Una pagina al massimo: che cos'è il libro, perché proprio quell'agenzia o quell'editore, chi è l'autore.
  2. La sinossi. La trama completa, finale compreso.
  3. I primi capitoli, o il numero di pagine che l'agenzia indica.

Che cosa mettere nella lettera di presentazione

La lettera va dritta al punto e sta in una pagina. Questo schema segue le tre domande che propongono le guide citate nelle fonti:

Schema della lettera di presentazione
[Apertura (1-2 righe)]
Perché scrive proprio a questo editore o a questa agenzia: un autore che pubblica, una collana in cui il romanzo si inserisce.
[Il romanzo (4-5 righe)]
Titolo, genere e lunghezza in battute.
Chi è il protagonista, che cosa vuole e che cosa glielo impedisce.
Che cosa è in gioco.
[Chi è lei (2-3 righe)]
Pubblicazioni, premi o competenze legate al romanzo. Se non ci sono, lo si omette.
[Chiusura (1-2 righe)]
Che cosa allega (sinossi, primi capitoli) e la disponibilità a inviare il testo completo.

Meglio evitare: i giudizi di parenti e amici, i paragoni con autori celebri («scrivo come Calvino»), la storia personale del perché ha scritto il libro, un riassunto capitolo per capitolo. Per collocare il genere basta un confronto misurato: «un giallo ambientato in Sicilia, nella tradizione di Camilleri».

Il formato del manoscritto quando nessuno lo indica

Se l'editore, l'agenzia o il bando dicono come presentare il testo, segua le loro istruzioni alla lettera. Quando non dicono nulla, questo è il formato che ci si aspetta di solito:

Elemento Formato abituale
Foglio A4
Margini Circa 2,5 cm per lato
Carattere Times New Roman 12 (o Arial 12)
Interlinea 1,5
Paragrafi Giustificati, con rientro e senza righe vuote tra un paragrafo e l'altro
Capitoli Ognuno su una pagina nuova
Cambio di scena Una riga vuota o un segno centrato (per esempio ***)
Dialoghi Un solo sistema, caporali « » o lineetta (—), dall'inizio alla fine
Pagine Numerate
Prima pagina Titolo e, sotto, nome, indirizzo e-mail e telefono
File DOCX o PDF, come richiesto

Non impagini il manoscritto come un libro stampato: niente caratteri decorativi, colonne o illustrazioni. Chi legge vuole un testo pulito, su cui poter prendere appunti. Per i dubbi su caporali e lineetta, le regole con gli esempi sono in Punteggiatura dei dialoghi.

Lista per controllare l'invio

Prima di inviare il manoscritto
[Destinatario]
Ho letto le condizioni di invio sul sito dell'editore, dell'agenzia o nel bando.
Il romanzo è coerente con il catalogo o con il bando.
Invio nel periodo e con il canale indicati.
Nessuno mi chiede soldi per leggere o pubblicare, oppure so esattamente che cosa sto pagando.
[Manoscritto]
Il romanzo è finito e rivisto.
Il formato segue le istruzioni o, se non ci sono, il formato abituale.
Le pagine sono numerate e ogni capitolo comincia su una pagina nuova.
I dialoghi usano un solo sistema di punteggiatura.
[Documenti]
La sinossi racconta il finale e rispetta la lunghezza richiesta.
La lettera sta in una pagina e indica titolo, genere e lunghezza in battute.
I file hanno il titolo del romanzo nel nome.

Preparare il file con TypeTak

Se scrive il romanzo in TypeTak, può esportare tutti i capitoli in un unico file DOCX o PDF nel formato richiesto. In Impaginazione sceglie il foglio (A4 o Letter), la dimensione del carattere e l'interlinea (150% corrisponde all'1,5 di Word), e se le pagine hanno un'intestazione con nome, titolo e numero di pagina o solo il numero. Ogni capitolo può cominciare su un foglio nuovo. Il carattere è quello dell'editor, quindi scelga Times New Roman o Arial prima di esportare.

Il frontespizio riporta titolo, nome e contatti, e TypeTak aggiunge il numero di pagine del file esportato. Con un formato di pagina scelto, i margini sono di 2,54 cm su tutti i lati; se il bando ne chiede altri, apra il file in Word e li cambi lì prima di inviarlo.

Mentre scrive, la lineetta di dialogo compare da sola a inizio paragrafo, e può attivare anche i caporali « » automatici. La lunghezza in battute e in cartelle la vede nel pannello della lunghezza (Conta parole e caratteri). TypeTak non usa i suoi testi per addestrare l'IA.

Domande frequenti

Posso inviare il manoscritto a più case editrici contemporaneamente?

Sì, è normale, perché molte case editrici rispondono dopo mesi o solo in caso di interesse. Rispetti però le regole di ciascuna: Giunti, per esempio, chiede di non riproporre lo stesso testo nei dodici mesi successivi. Se un editore accetta il romanzo, avvisi gli altri.

Quanto tempo ci vuole per una risposta?

Dipende dall'editore. E/O e Fazi indicano sei mesi: se in quel tempo non arriva nulla, la proposta è da considerarsi respinta. Molte case editrici rispondono solo ai testi che le interessano.

Come faccio a sapere se una casa editrice è a pagamento?

Legga il contratto o la proposta: se le chiede una somma, l'acquisto di copie o servizi obbligatori a pagamento, è editoria a pagamento. Un editore tradizionale si assume i costi della pubblicazione e paga all'autore i diritti.

Devo tutelare il manoscritto prima di inviarlo?

Non è obbligatorio: il diritto d'autore nasce con la creazione dell'opera. Chi vuole una prova con data certa può usare il deposito delle opere inedite della SIAE o servizi privati di registrazione con marca temporale. Non c'è bisogno di scriverlo nella lettera di presentazione.

Serve un agente letterario per pubblicare in Italia?

Non per le case editrici piccole e medie, che spesso ricevono i manoscritti direttamente. Per i grandi gruppi, che di frequente non hanno un canale aperto per i manoscritti non richiesti, un agente può fare la differenza.

Fonti

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