Mary Sue: significato, perché un personaggio lo diventa e come correggerlo
Mary Sue è il nome che si dà a un personaggio che riesce in tutto senza averlo imparato, non ha difetti che contino ed è amato da chiunque incontri, tanto da togliere alla storia ogni tensione. Nelle fanfiction e nelle storie a puntate l'etichetta compare nei commenti quando le vittorie del protagonista, invece di dare soddisfazione, sembrano un favore dell'autore.
Qui trova il significato di Mary Sue e la sua origine in una fanzine di Star Trek del 1973, Gary Stu e gli altri termini vicini, i tratti tipici e i motivi per cui un personaggio diventa una Mary Sue. Poi il confine tra un protagonista OP e una Mary Sue, un personaggio trasformato apposta in Mary Sue e poi corretto, i passaggi per correggerlo e una lista di controllo da copiare.
In breve
- Per riconoscere una Mary Sue conta se le capacità del personaggio e la simpatia che riceve hanno un prezzo, più di quanto sia forte
- Il nome viene dalla protagonista di una parodia di Star Trek scritta da Paula Smith nel 1973; la versione maschile si chiama Gary Stu
- Un protagonista molto forte non sembra una Mary Sue se nei primi capitoli la storia promette da dove viene la sua forza e quali limiti ha, e poi mantiene la promessa
- Per correggerlo, il difetto non va aggiunto come decorazione: serve una scena in cui quel difetto gli costa davvero qualcosa
Mary Sue: significato
Mary Sue nasce come termine delle fanfiction. Indicava un personaggio assente dal canon che entra nella storia, conquista l'amore e la stima di tutti i personaggi originali e risolve ogni problema da solo. Oggi è uscito dal fandom e si usa anche per i personaggi di romanzi, serie TV e film.
I tratti che si citano più spesso sono questi:
- Fa bene fin da subito anche ciò che prova per la prima volta, e la storia non dice mai dove abbia imparato
- Quasi tutti i personaggi lo apprezzano o lo ammirano appena lo conoscono
- Quando sbaglia, gli altri lo coprono, oppure alla fine si scopre che lo sbaglio era la scelta giusta
- Gli eventi e le regole del mondo girano intorno a lui, sempre a suo favore
Uno solo di questi tratti non basta. Quando si sommano e il lettore pensa «tanto a lui va sempre bene», nelle scene in cui compare non resta più niente da scoprire. Il difetto di una Mary Sue sta proprio qui, nella curiosità che sparisce; la forza da sola non basta a farne una.
Origine di Mary Sue: «A Trekkie's Tale» (1973)
Mary Sue è il nome della protagonista di «A Trekkie's Tale», una breve parodia scritta nel 1973 da Paula Smith. Uscì su Menagerie, la fanzine di Star Trek che Smith curava insieme a Sharon Ferraro.
In quegli anni alla fanzine arrivavano di continuo racconti con la stessa trama: una ragazza sale a bordo dell'Enterprise, conquista in un attimo il cuore dei personaggi della serie, risolve tutte le crisi e muore da eroina, pianta da tutti. Per prendere in giro questo schema, Smith mise al centro Mary Sue, «il più giovane tenente della flotta, appena quindici anni e mezzo». Secondo Wikipedia in inglese, all'inizio le due avevano pensato anche a nomi maschili come Murray Sue o Marty Sue.
Da allora il nome è diventato un'etichetta per i personaggi idealizzati. E insieme all'etichetta sono arrivate le critiche al modo in cui la si usa.
- C'è chi fa notare che il termine viene applicato quasi solo ai personaggi femminili, mentre gli stessi tratti in un protagonista maschile passano inosservati. La stessa Smith disse nel 1980 che la parodia «non voleva sminuire tutte le storie di personaggi femminili che ispirano».
- Tisha Turk, che insegna scrittura al Grinnell College, ha osservato che «alla fine a decidere che cos'è una Mary Sue non è l'autore, ma chi legge». Lo stesso personaggio può sembrare una Mary Sue a qualcuno e a qualcun altro no.
- La curatrice Edith Cantor scrisse che, come si perdona a un cane il primo morso, «a ogni autore di Star Trek va concessa una Mary Sue». La vedeva come una tappa che chi comincia a scrivere attraversa almeno una volta.
(Le citazioni sono tradotte qui dalle frasi riportate nella voce «Mary Sue» di Wikipedia in inglese.)
Gary Stu e i termini vicini
Per un personaggio maschile si dice Gary Stu, a volte Marty Stu. Esiste anche Larry Stu. Molti però usano Mary Sue per qualunque personaggio, maschile o femminile.
| Termine | Significato | Differenza da Mary Sue |
|---|---|---|
| Gary Stu · Marty Stu | Mary Sue al maschile | Cambia solo il genere |
| OC (original character) | Un personaggio inventato da chi scrive, assente dal canon | Indica solo l'origine del personaggio. Un OC può essere una Mary Sue oppure no |
| Personaggio OP (overpowered) | Un personaggio di una forza schiacciante, o il genere di storie con un protagonista così | Indica la forza in sé. Se la forza è promessa e ha un prezzo, non lo si chiama Mary Sue |
| Broken | Detto di un personaggio con abilità esagerate | Viene dai videogiochi e guarda solo alle abilità, non alla simpatia degli altri né al favore della trama |
| Self-insert · x lettrice (T/N) | Chi scrive mette nella storia se stesso, oppure chi legge diventa la protagonista accanto a un personaggio del canon | È un tipo di storia. Quando una protagonista x lettrice diventa una Mary Sue lo spieghiamo in x reader (x lettrice): come scrivere una fanfiction con T/N |
Perché un personaggio diventa una Mary Sue
Di solito una Mary Sue nasce quando l'autore vuole troppo bene al personaggio. Pochi la scrivono apposta. Spesso tutto comincia da uno di questi cinque motivi e si consolida capitolo dopo capitolo.
- Ci si mette dentro se stessi. Se il personaggio è ciò che si vorrebbe essere, scrivere una scena in cui fallisce diventa difficile. Mettersi dentro va bene, purché si riesca a fargli perdere qualcosa.
- Si cancellano i difetti per paura che risulti antipatico. Se per timore che il lettore non lo sopporti si limano uno a uno gli spigoli del carattere, resta un personaggio solo buono e capace.
- Nella scheda si scrivono solo i pregi. Se in ogni casella, aspetto, talento, nascita, si mette qualcosa di speciale, il personaggio diventa un elenco di cose speciali. Quando compila la scheda personaggio, riempia per prime le voci «Che cosa vuole» e «Di che cosa ha paura»: succede molto meno.
- I comprimari fanno da contorno. Se gli altri personaggi non vogliono niente per conto loro, restano lì ad ammirare il protagonista o a sfidarlo per poi perdere. Nelle fanfiction, quando un personaggio del canon si snatura così, si dice che va OOC. Come mantenere il suo carattere è spiegato in OOC: significato e come evitarlo.
- La pressione di dover vincere in ogni capitolo. In una storia a puntate si teme che, se i capitoli frustranti si susseguono, i lettori se ne vadano. Così si apre una crisi e la si chiude facilmente nel capitolo successivo, e il protagonista diventa uno che non perde mai.
Nelle storie a puntate: il confine tra protagonista OP e Mary Sue
Molti lettori di storie a puntate, dalle web novel coreane agli isekai giapponesi, aprono una storia proprio per vedere un protagonista forte. Funzionano bene i protagonisti che tornano indietro nel tempo e conoscono il futuro, quelli che vedono una finestra di stato come in un videogioco, quelli che sono i più forti fin dall'inizio. Eppure lo stesso tipo di protagonista in una storia dà soddisfazione e in un'altra viene chiamato Mary Sue. A separarli, di solito, sono queste caselle.
| Il protagonista forte che piace | Il protagonista che sembra una Mary Sue | |
|---|---|---|
| Da dove viene la forza | Da una regola promessa nei primi capitoli: il ritorno al passato, l'allenamento, un sistema | Da nessuna parte, oppure spunta un potere nuovo ogni volta che serve |
| I limiti della forza | Ci sono cose che non sa fare e un prezzo da pagare quando la usa | Non ha limiti, o i limiti spariscono appena compaiono |
| Il gusto della crisi | Si sa che vincerà, ma si vuole vedere come | Non interessa nemmeno come vincerà |
| I comprimari | Nemici e rivali agiscono per motivi propri, e hanno anche ragioni per detestarlo | Tutti lo ammirano, e chi lo detesta è solo un cattivo |
| La rivincita | Arriva dopo una frustrazione accumulata, e per questo dà sollievo | Vince ogni volta senza aver accumulato nulla, e il sollievo si affievolisce |
Nelle web novel coreane questa rivincita ha un nome: saida, «gazzosa», per la sensazione fresca che dà dopo una lunga frustrazione, che invece si chiama goguma, «patata dolce», come un boccone che resta in gola.
La prima riga è la più importante. Chi apre una storia intitolata «Il più forte tornato nel passato» ha già accettato che il protagonista sia forte. La forza che rientra nella promessa non fa pensare a una Mary Sue: chi legge contesta la forza che non era stata promessa. Se un protagonista che finora si era salvato grazie a ciò che sa del futuro all'improvviso usa anche un'antica magia che nessuno conosce, da quel momento nei commenti si legge «l'autore lo sta spingendo».
Se si guarda capitolo per capitolo, la Mary Sue si scopre subito dopo il cliffhanger. Se un capitolo si chiude su una crisi e il seguente la risolve nella prima scena senza alcun prezzo, dal cliffhanger successivo il lettore smette di preoccuparsi. Una crisi risolta da un potere mai visto prima somiglia anche al deus ex machina. In entrambi i casi il problema è lo stesso: ciò che succede contraddice ciò che la storia aveva stabilito, e non ci si crede più.
Il protagonista di una commedia degli equivoci è una Mary Sue?
Dicono che sono un mago nero, ma so solo scavare la terra è la commedia degli equivoci che TypeTak usa nel corso Una web novel a puntate, passo dopo passo. È una web novel coreana: in coreano «magia della terra» e «magia nera» suonano identiche, ed è da qui che nasce tutto l'equivoco. Vista da fuori, Clay Rowen somiglia a una Mary Sue. Appena entrato diventa borsista speciale, qualunque cosa faccia l'accademia trema, la professoressa Seraphine lo ammira e il rivale aristocratico Lucian ha paura di lui.
Eppure i lettori non vedono in Clay una Mary Sue, per tre motivi.
- La sua fama nasce da un equivoco. L'accademia ammira una magia nera che Clay non ha mai fatto. Il lettore conosce la verità, e vede che più le lodi si accumulano, più Clay si trova nei guai.
- L'equivoco gli costa. Seraphine, per mettere alla prova il suo potere, gli impone prove sempre più pericolose, e ogni volta che Clay prova a spiegarsi si sente dire che è «modesto». Lui vorrebbe una qualifica e un lavoro normale, e più l'equivoco cresce, più se ne allontana.
- Qualcuno conosce la verità. L'amica Mia sa che Clay è un mago della terra e fa finta di niente. In una storia in cui tutti si sbagliano c'è una persona che non si sbaglia, e così anche dentro la storia Clay resta uno che deve cavarsela in una situazione scomoda.
Esempio: Clay in versione Mary Sue e Clay corretto
Se si trasforma apposta Clay in una Mary Sue, la differenza salta agli occhi. La «versione Mary Sue» qui sotto è inventata per questo articolo, per fare il confronto; la «versione del corso» è l'ambientazione fissata nel corso.
| Voce | Clay in versione Mary Sue | Clay nella versione del corso |
|---|---|---|
| Elemento | In realtà è nato con tutti gli elementi: terra, oscurità, fuoco e acqua | Solo la magia della terra. La pietra del giudizio l'ha annunciata come «nera» per sbaglio |
| Limiti | Nessuno. Gli basta vedere una magia una volta per rifarla | Muove solo la terra che tocca con la mano, e usarla lo stanca |
| Che cosa vuole | Niente di particolare. Le cose si sistemano da sole | Una qualifica e un lavoro stabile per aiutare la famiglia a tirare avanti |
| Seraphine | Dal primo giorno lo stima e gli concede tutto | Ammirata dalla sua «modestia», continua a imporgli prove più pericolose |
| Lucian | Perde il primo duello, si commuove e diventa il suo fedele seguace | Continua a sfidarlo, pur avendo paura |
| Mia | È innamorata di lui e lo ammira sempre | Conosce la verità, fa finta di niente e rimedia ogni volta che l'equivoco cresce |
| Errori | Alla fine si scopre che l'errore era la scelta giusta | Più cerca di spiegarsi, più l'equivoco si aggrava |
Nella versione Mary Sue quasi ogni casella finisce con qualcuno che ammira Clay. Nella versione del corso, in ogni casella c'è qualcosa che lo mette in difficoltà. Con gli stessi fatti, nella versione del corso resta la curiosità di vedere come se la caverà questa volta.
Ecco come diventa una scena. La prima esercitazione pubblica della parte 2 (intorno ai capitoli 41-45: riparare un muro crepato del campo di esercitazione, in squadra con Lucian) è la scena d'esempio fissata negli articoli precedenti.
- Versione Mary Sue: con un solo gesto Clay rimette in piedi tutto il muro come nuovo. Lucian si inginocchia e dice «Mi sbagliavo», Seraphine si commuove e parla di «un talento che nasce una volta ogni cento anni». Gli studenti che guardano applaudono.
- Versione del corso (la scena della scala è decisa per questo articolo): Clay riempie le tre file in basso, quelle che raggiunge con la mano, poi si appoggia al muro con la schiena per riprendere fiato. Per le crepe in alto deve salire su una scala e toccarle. Lucian fa per deriderlo, «Un mago nero che sale sulla scala?», ma quando Clay si volta tace e fa un passo indietro. Mia gli tiene ferma la scala e dice a bassa voce: «Per oggi basta. Ti tremano le mani.»
Anche nella versione del corso Clay porta a termine l'esercitazione. Però il successo ha un prezzo (la fatica, il limite di dover toccare con la mano), Lucian si ritira per la propria paura e Mia sa come sta davvero Clay. I lettori fanno il tifo proprio per questa scena, in cui Clay paga il prezzo e ce la fa lo stesso.
Come correggere una Mary Sue
Se un personaggio già scritto le sembra una Mary Sue, invece di ricominciarlo da capo provi a cambiare una voce alla volta, in quest'ordine.
- Scriva in una riga che cosa vuole e che cosa glielo impedisce. Per esempio: «Clay vuole una qualifica, ma l'equivoco del mago nero gli sbarra la strada normale». Se manca il desiderio o manca l'ostacolo, per quel personaggio non nasce una storia.
- Per ogni capacità fissi una cosa che non sa fare e un prezzo. Basta poco, come «solo la terra che tocca» e «usarla lo stanca». Decida anche in quale capitolo mostrare per la prima volta questa regola.
- Aggiunga una scena in cui il difetto gli fa perdere davvero qualcosa. Se il difetto esiste solo nella scheda e nel manoscritto non gli costa mai niente, per il lettore è come se non ci fosse.
- Metta in scena qualcuno a cui il personaggio non piace. Anche questa persona deve avere le sue ragioni. Lucian diffida di Clay per orgoglio aristocratico e per paura della magia nera.
- Faccia in modo che le regole del mondo non cambino per lui. Se il regolamento dell'accademia o i principi della magia fanno un'eccezione solo per il protagonista, dia un motivo all'eccezione o la tolga.
- Conti le battute di lode. Se in un capitolo gli altri personaggi lodano il protagonista più di tre o quattro volte, trasformi alcune di quelle battute in azioni. Il lettore crede a un personaggio per ciò che lo vede fare, più che per le lodi degli altri.
- Scriva la strada lungo cui il personaggio cambia. Un personaggio già completo dall'inizio non ha più dove andare. Se annota capitolo per capitolo che cosa crede all'inizio e che cosa capisce dopo, cioè il suo arco di trasformazione, vede anche dove può fallire.
Lista di controllo per la Mary Sue
Usi questa lista quando crea un personaggio nuovo, oppure quando la storia è arrivata intorno ai 20-30 capitoli. A differenza dei «Mary Sue test» che danno un punteggio, questa lista serve a trovare che cosa correggere. Le righe con un «no» sono i punti da sistemare.
[Capacità] La storia dice da dove vengono le capacità del personaggio: Per ogni capacità è fissata almeno una cosa che non sa fare: Nel manoscritto si vede il prezzo dell'uso (fatica, costo, effetti collaterali): Quando compare una capacità nuova, il motivo nasce da un evento: [Fallimenti] Negli ultimi 10 capitoli c'è una scena in cui il personaggio fallisce o perde: C'è una scena in cui perde davvero qualcosa a causa di un difetto: Quando sbaglia, le conseguenze ricadono su di lui: [Comprimari] C'è qualcuno che lo detesta o ne diffida, e per un motivo diverso dalla pura cattiveria: I comprimari vogliono qualcosa che non ha a che fare con lui: In un capitolo le battute che lo lodano non superano le tre o quattro: [Mondo e pubblicazione] Regole come il regolamento o i principi della magia non fanno eccezioni solo per lui: La crisi aperta con un cliffhanger non si risolve senza prezzo nel capitolo dopo: È deciso in che direzione il personaggio cambierà rispetto all'inizio:
I Mary Sue test che circolano in rete (in inglese il più noto è il Mary Sue Litmus Test) sommano un punteggio per ogni domanda e dicono se il personaggio è una Mary Sue oppure no. Per dare un'occhiata al personaggio sono utili, ma un punteggio alto non dice dove intervenire. Se il test le ha dato un punteggio alto, cominci dalle righe di questa lista in cui ha risposto «no».
Gli errori più comuni
Fra le scene qui sotto, il tremore delle mani, l'esame scritto e il duello con Lucian sono decisi per questo articolo.
Aggiungere un difetto come decorazione. Dopo aver sentito parlare di Mary Sue, viene facile aggiungere un difetto grazioso come «non ha senso dell'orientamento» o «non sa cucinare». Un difetto che non incide sulla storia finisce per rendere il personaggio ancora più perfetto.
- Prima: Clay è perfetto nella magia, ma si perde spesso nei corridoi dell'accademia. Proprio perdendosi scopre per caso una biblioteca segreta.
- Dopo: dopo una grande magia della terra, a Clay tremano le mani per un po'. Il giorno dopo l'esercitazione, all'esame scritto non riesce a tenere bene la penna e risponde solo a metà delle domande.
Questo difetto minaccia direttamente ciò che Clay vuole (la qualifica).
Rendere il protagonista incapace per evitare la Mary Sue. All'opposto, se il protagonista perde sempre e i problemi li risolvono gli altri, chi legge si chiede perché sia lui il protagonista.
- Prima: quando si scopre un terreno marcito, Clay non sa che fare e Seraphine si occupa di tutte le indagini al posto suo.
- Dopo: Clay posa la mano sul terreno marcito e risana la terra. Ma qualche giorno dopo quel terreno è di nuovo marcio. Clay capisce per la prima volta che esiste qualcosa che la sua magia non può guarire.
Qui Clay ce la fa con le sue capacità, ma subito si scontra con il loro limite. La scena è anche un foreshadowing della parte 3, «Le tracce della vera magia nera». Come seminare e raccogliere indizi di questo tipo è spiegato in Foreshadowing: cos'è, come seminarlo e la pistola di Čechov.
Far sembrare stupidi i comprimari per esaltare il protagonista. Se il rivale è sciocco senza motivo, anche la vittoria del protagonista pesa poco.
- Prima: Lucian lo sfida a duello senza nemmeno sapere che cosa c'è nel programma d'esame, e Clay lo batte al primo colpo.
- Dopo: fino a un attimo prima del duello Lucian ha ripassato il programma e provato gli incantesimi. Ma nel momento in cui Clay posa la mano a terra, al pensiero della «magia nera» non riesce a finire la formula.
Lucian perde per colpa della propria paura, e così la vittoria di Clay diventa la risata della commedia degli equivoci, senza dipendere dal caso o da un avversario incapace.
Controllare la Mary Sue in TypeTak
TypeTak è un editor di scrittura con IA in cui si scrive insieme a un agente. Se annota nel nodo personaggio del Mondo che cosa vuole il personaggio, i suoi segreti e i limiti delle sue capacità, e dopo aver scritto un capitolo chiede il Feedback dalla barra degli strumenti, oltre ai punti di forza e di debolezza le vengono segnalati i passi in cui il testo contraddice i nodi del Mondo collegati. Se il personaggio annotato come «muove solo la terra che tocca con la mano» nel manoscritto sposta un bastione lontano, quel passo viene segnalato. Nelle Regole di organizzazione del Mondo può stabilire come registrare i personaggi, per esempio «nel nodo personaggio si annotano i punti deboli e ciò che il personaggio ha perso per colpa loro»: quando l'agente porta nel Mondo le nuove ambientazioni del manoscritto con l'Organizzazione del Mondo, segue quel criterio. Se correggere o lasciare com'è un passo segnalato, lo decide chi scrive.
FAQ
Che cosa significa Mary Sue?
È un personaggio che riesce in tutto senza averlo imparato, non ha difetti che contino ed è amato da tutti, tanto da togliere tensione alla storia. Il nome viene da Mary Sue, la protagonista di una parodia di Star Trek scritta nel 1973.
Come si chiama la versione maschile di Mary Sue?
Si dice Gary Stu, a volte Marty Stu. Molti però usano Mary Sue anche per i personaggi maschili.
Un protagonista OP è sempre una Mary Sue?
No. Se la forza viene da una regola promessa nei primi capitoli (il ritorno al passato, l'allenamento, un sistema), se ci sono cose che non sa fare e un prezzo da pagare, e se i comprimari agiscono per motivi propri, chi legge si gode il protagonista OP. Se invece spuntano capacità mai promesse ogni volta che servono, arriva l'etichetta di Mary Sue.
I Mary Sue test sono affidabili?
Sono utili per dare un'occhiata al personaggio. Il punteggio però dice solo se è una Mary Sue o no, non dove correggerlo. Per il manoscritto aiuta di più cercare i punti con un «no», come nella lista di controllo di questo articolo.
Che c'entra la Mary Sue di Saga of Tanya the Evil?
In Saga of Tanya the Evil (Yōjo Senki) Mary Sue è il nome di un personaggio. Non è la stessa cosa del termine che indica un personaggio idealizzato, di cui parla questo articolo, ma visto che il nome è uguale, nelle ricerche i due argomenti si mescolano.
Mentre pubblico la storia, nei commenti scrivono che il protagonista è una Mary Sue.
Per prima cosa controlli se negli ultimi capitoli si sono susseguite scene in cui il protagonista vince senza pagare alcun prezzo. Invece di rimettere mano ai capitoli già pubblicati, conviene inserire nei prossimi una scena in cui si vedono i suoi limiti e in cui perde davvero qualcosa: i lettori si confondono meno.
Fonti
- Mary Sue: definizione e origine
- Wikipedia — Mary SueTV Tropes — Mary Sue
- Esempi di Mary Sue e Gary Stu
- Notashow — 15 Mary Sue (e Gary Stu) del cinema e della TV
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